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Ecas4-Anolyte odora come il cloro, perché?

È un dato di fatto, l’Ecas4-Anolyte è un cloroderivato.

Il sistema di clorazione dell’acqua è piuttosto complesso: quando viene aggiunto cloro gassoso all’acqua, si dissolve reagendo, e i primi prodotti sono acido ipocloroso (HOCl) e acido cloridrico (HCl). In seguito, entrambi gli acidi possono subire una dissociazione a seconda del pH della soluzione. A pH alcalini, l’acido ipocloroso è quasi completamente presente nella forma di anione ipoclorito, mentre a pH acidi (pH <3), il cloro disciolto è presente nella sua forma molecolare intatta (pericoloso e tossico). Invece, a valori di pH compresi tra 4,5 e 7,5, l’acido ipocloroso è la specie più abbondante, e rappresenta il biocida attivo in ogni applicazione di disinfezione.

Perché non posso semplicemente usare il Cloro?

Il cloro gassoso, disponibile in commercio in bombole pressurizzate, è molto pericoloso e tossico.

Più comunemente, il cloro viene utilizzato in forma liquida, cioè come una soluzione di ipoclorito di sodio (ipoclorito di calcio è un’alternativa, ma questo è solido). Al fine di stabilizzare il sistema, la soluzione viene addizionata con idrossido di sodio, che è responsabile dell’elevata alcalinità (solitamente il pH è >12). In queste condizioni, la soluzione di ipoclorito è relativamente stabile, ma anche scarsamente efficacie come disinfettante. Per ottenere qualche effetto, il cloro liquido deve essere dosato in quantitativi relativamente elevati, con conseguenti problemi di corrosione per la rete idrica. Essendo l’Ecas4-Anolyte circa 80 volte più efficace del cloro liquido, la sua somministrazione può essere mantenuta a livelli di sicurezza, senza compromettere la sua efficacia.

Come viene prodotto Ecas4-Anolyte?

Ecas4-Anolyte è ottenuto attraverso l’attivazione elettrochimica di una soluzione diluita di acqua e sale (circa 0,5% di cloruro di sodio di elevata purezza in acqua addolcita).

Il processo produttivo è compiuto dal Sistema WDS, che si basa una cella elettrolitica brevettata dotata di quattro camere e anodi speciali. Quest’ultimi, in particolare, sono prodotti con una miscela catalitica a base di ossidi metallici che non contengono rutenio o altri componenti pericolosi.Sebbene il biossido di rutenio sia il miglior catalizzatore per questo tipo di processi, purtroppo non è molto stabile: il risultato è un’inevitabile contaminazione dell’acqua trattata con rutenati e tetrossido di rutenio (che è tossico), con il concomitante risultato che gli elettrodi progressivamente perdono le loro caratteristiche iniziali. Ecas4 ha sviluppato un rivestimento stabile, che è simile a quello utilizzato nei pacemaker.

Se la componente attiva in Ecas4-Anolyte (0,05%) è inferiore a quella di Cloro (12,5%), non posso semplicemente comprare cloro e diluirlo con acqua?

Ecas4-Anolyte è una soluzione realmente neutra contenente il 75% di acido ipocloroso (il restante 25% è ipoclorito di sodio).

Poiché le soluzioni commerciali di ipoclorito sono fortemente alcaline, la diluizione ipotizzata non è in grado di portare il pH al 7 (a meno che sia eseguita la diluizione fino ad ottenere una concentrazione “omeopatica”!). Il risultato è che il biocida sarà sempre presente nella sua forma ionica poco efficacie (anione ipoclorito) piuttosto che nella forma neutra attiva (HOCl).

In che modo Ecas4-Anolyte differisce dal Cloro, quali sono i vantaggi?

Ecas4-Anolyte è il risultato di ricerche volte ad ottenere il miglior compromesso tra massima attività e minimi rischi per l’operatore e l’ambiente.

Inoltre, Ecas4-Anolyte è solitamente sintetizzato in situ, senza la necessità di trasporto, stoccaggio e gestione di prodotti chimici pericolosi. Questa soluzione permette anche di avere un prodotto sempre fresco, in cui il rischio di generazione di sottoprodotti (dovuti alla decomposizione spontanea e praticamente inevitabile delle specie reattive) è ridotto al minimo. Nel complesso, i benefici possono essere riassunti nella capacità disinfettante superiore, con minori rischi per l’operatore, le infrastrutture e gli utenti finali dell’acqua trattata.